A Venezia… un dicembre rosso shocking (titolo originale Don’t Look Now, UK, Italia, 1973). Regia: Nicolas Roeg. Interpreti principali: Julie Christie, Donald Sutherland, Hilary Mason, Massimo Serato, Clelia Matania, Renato Scarpa, Giorgio Trestini, Leopoldo Trieste, David Tree.
Durante una domenica pomeriggio in cui erano intenti a lavorare nel salotto della loro villa, John e Laura Baxter perdono la propria figlioletta Christine, annegata in uno stagno dei pressi. John sente che qualcosa non va ed esce correndo di casa, ma quando riesce a rintracciarla e riportarla alla superficie la bambina è già deceduta.
Dopo qualche mese i due si trasferiscono a Venezia, dove lui è incaricato di seguire il restauro della chiesa di San Nicolò dei Mendicoli. Mentre sono a pranzo al ristorante Laura conosce casualmente due sorelle, una delle quali è cieca e sensitiva, e le dice di aver “visto” Christine insieme a loro, e che era serena. Laura, che non aveva mai accettato la perdita, si rifugia in questa immagine che arriva inaspettata, mentre John rimane convinto che oltre alla morte non ci sia nulla.

In una Venezia plumbea e lontana da ogni tentazione turistica, lungo calli dove non arriva la luce dei lampioni, barche scricchiolanti e pantegane che nuotano affiorando dal pelo dell’acqua i due protagonisti si muovono come ipnotizzati dal proprio lutto: lui rifugiandosi nel lavoro e lei nella convinzione che la morte sia semplicemente l’approdo a un’altra dimensione. La decostruzione delle loro esistenze è rappresentata nella lunga scena d’amore in cui la coppia si rifugia nella propria camera d’albergo, che un montaggio alternato rende frammentata ma in cui riluce un bisogno profondo di trovare un appiglio per non affondare nell’acqua gelida della città, identica a quella in cui è morta la figlia.
Una serie di misteriosi omicidi, un commissario convinto che John possa essere un sospetto e un vescovo che ha commissionato i lavori accompagnano John nel suo peregrinare per la città e nelle visioni fugaci della moglie – nel frattempo era rientrata in Inghilterra – e della figlia, infagottata nello stesso impermeabile rosso che indossava il giorno della morte. Visioni che aprono John a mondi sconosciuti, che vanno oltre quelli precari dei santi appoggiati nelle nicchie di una chiesa, ma si spingono ad immaginare nuove realtà, in cui la figlia continua ad esistere e a restare vicina.

All’interno di atmosfere gotiche e decadenti, favorite dalle riprese dell’acqua e dai suoi riflessi sopra la superficie, si dipana una vicenda che procede più sostenuta da un clima indefinito di malessere e sperdimento che da una sceneggiatura solida. I personaggi rappresentati sono perlopiù sgradevoli nel modo di porsi, mentre i colori saturi, privi di ogni morbidezza, tratteggiano una città fredda e ostile che nasconde un mistero che solo Venezia, in un dicembre freddo e plumbeo, potrebbe ospitare.








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