Moon (titolo originale Mond, Austria, 2024). Regia: Kurdwin Ayub. Interpreti principali: Florentina Holzinger, Andria Tayeh, Celina Antwan, Nagham Abu Baker, Omar AlMajali.
Le MMA (Mixed Martial Arts) sono uno sport di combattimento a contatto pieno particolarmente violento. Sarah, dopo anni passati a combattere, capisce che è giunto il momento di ritirarsi e prima di capire come riconvertire la sua vita accetta senza pensarci troppo una ricca offerta da una famiglia giordana, con l’incarico di allenare tre sorelle. E’ il loro fratello a contattarla e invitarla, con un contratto sontuoso, a dirigere gli allenamenti nella palestra di una villa ricchissima e claustrofobica.

Lo shock culturale è palese fin dall’inizio: una donna europea emancipata che vive sola in un piccolo appartamento trasandato di Vienna si ritrova catapultata in una capitale del Medio Oriente all’interno di una sorta di reggia dove vivono tre ragazze che non hanno accesso a internet né la libertà di muoversi in autonomia, ma in compenso si ritrovano tra le mani carte di credito illimitate per comprare ciò che vogliono nei centri commerciali. Dopo anni passati in una gabbia a combattere (gli incontri di MMA si svolgono in un ring ottagonale chiamato gabbia) Sarah si ritrova costretta all’interno di un’altra realtà, altrettanto chiusa e priva di sbocchi all’esterno: una gabbia costituita dalla una stanza di un albergo a cinque stelle, con bar e palestra annessi e un autista che ogni giorno la porta alla villa. E anche le ragazze che dovrebbe allenare, e che presto si stancano, sono chiuse in una gabbia, fatta di operazioni di chirurgia estetica e acquisti di capi di abbigliamento firmati, attraverso cui tentano di sublimare la propria mancanza di libertà.

Pur nella profonda differenza di età, valori, femminilità, colori e appartenenza sociale, la vicinanza tra Sarah e le ragazze, complice anche un segreto che la famiglia nasconde da tempo, si trasforma ben presto in una richiesta di aiuto e nel desiderio di un’alleanza in grado di liberare le ragazze da una vita piena di denaro e vuota di calore. Una forma di sorellanza universale tra donne che comunicano solo con un inglese basico ma si riconoscono simili all’interno di una solitudine circoscritta da tradizione patriarcale e denaro per alleviarla. Ma Sarah è rinchiusa in un paese straniero dove i cellulari non hanno il wi-fi e le telecamere di sorveglianza spiano ogni sua mossa, e così l’unica evasione che le rimane è una serata alcolica in cui poter sfogare il senso di impotenza che questo nuovo lavoro le ha cucito addosso.
Dopo il suo esordio nel 2022 con Sonne (Sole),vincitore del GWFF Best First Feature Award alla Berlinale, la giovane regiata austriaca di origina curda irachena Kurdwin Ayub firma con Mond (Luna) il suo secondo lungometraggio. Con un linguaggio drammaturgico che fa leva sulle differenze per riuscire ad approdare alle consonanze, racconta una favola moderna dove il denaro e la ricchezza non sono simboli di successo ma solamente le coordinate di un mondo chiuso in se stesso, dove la donna è vassallo e l’uomo rimane il signore del castello.








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