Pink Moon (Olanda, Slovenia, 2022). Regia: Floor van der Meulen. Interpreti principali: Julia Akkermans, Anniek Pheifer, Johan Leysen, Sinem Kavus, Sara Luna Zoric, Jaap Spijkers, Glenn Coenen, Eelco Smits, Claire Schuyffel, Bruno Prent.
Sii grandiosa, sii completa.
Non essere ciò che non sei.
Sii completa in tutto.
Metti tutto ciò che sei in ogni singola cosa che fai.
Solo così, la luna splenderà nelle acque del lago
dopo esser fiorita nel cielo.
Il fine vita è un argomento oggi molto dibattuto, al quale sappiamo ormai avvicinarci senza i consueti gesti apotropaici, ma discettando con cognizione di causa sulla volontà del morente e sul suo diritto di dire basta di fronte ad atroci sofferenze, alla sua impossibilità di guarire o di essere rianimato. Come se in ogni caso parlare di morte portasse con sé un ineludibile dolore fisico e l’impossibilità di farvi fronte. Ma quando il male alberga nei propri pensieri, ed è quindi invisibile agli occhi degli altri, il desiderio di morte può davvero essere accolto e compreso da coloro che ci vogliono bene?
Floor van der Meulen ce lo chiede all’inzio della storia, quando in una bellissima casa luminosa, al termine di un pranzo al quale ha invitato i propri figli Ivan e Iris, il padre comunica loro il motivo per cui li ha invitati: “Vi amo, ma devo dirvi una cosa e spero che rispetterete la mia scelta, anche se non vi piace. Ho deciso che il mio prossimo compleanno sarà l’ultimo”. Poi, con un pragmatismo tutto nordeuropeo, Jan pianifica i vari passaggi che scandiranno il percorso che ha già ben chiaro in mente: l’utilizzo di una polverina acquistata da tempo, e sostituita perché scaduta; una dichiarazione video in cui attesta che la sua è una scelta personale e che nessuno lo ha aiutato a metterla in pratica; una festa di compleanno in cui salutare tutti, e infine la casa da svuotare e mettere in vendita prima della sua morte, così da evitare i costi della successione.

Dopo un’iniziale perplessità in cui esprime la propria incomprensione di fronte a un 74enne in piena salute, privo di problemi economici, con due figli che lo amano e tre nipotini da vedere tutti i martedì, Ivan decide di accettare la volontà paterna; mentre Iris non comprende e nemmeno vuole comprendere. Inizia così, all’interno di una famiglia apparentemente priva di problemi, il percorso di avvicinamento alla festa del 75esimo compleanno e al conseguente addio.
Jan ha deciso, e non c’è modo di fargli cambiare idea. Se ne vuole andare finché sta ancora bene, forse perché non ha mai saputo superare la perdita della moglie amatissima. Con il figlio parla il linguaggio della praticità pianificando, per approdare alla propria uscita di scena, una sorta di business plan in cui nulla viene lasciato al caso; con la figlia invece non riesce a spiegare, e forse non ne è in grado. Lei lo guarda mentre lui si tiene in forma facendo esercizio sull’ellittica, dentro di sé si chiede perché, e fa di tutto per convincerlo a cambiare la sua idea. Giorno dopo giorno, intervallati da momenti in cui non riesce più a tenere insieme il suo dolore e si sfoga con le amiche, con il sesso, con la musica, i tentativi di trattenere il padre facendo leva sulla parte razionale del confronto vengono progressivamente sostituiti dalla sua presenza.

Prende un anno sabbatico al lavoro e si trasferisce a casa del padre, lo accompagna a fare la spesa, mangia con lui, e lo convince a partire per un viaggio, quello che non erano mai riusciti a fare insieme quando lei era più piccola. Verso un sud fatto di Alpi e di neve dove trascorrono alcuni giorni, tra la mestosità delle montagne e i silenzi della foresta, e Iris festeggia il compleanno del padre seduta all’aperto davanti alla baita dove si sono fermati a pernottare. Le parole riportate in esergo sono del padre, scritte su un libro di illustrazioni che le aveva regalato per il compleanno, e che ora lei gli restituisce, condividendo la speranza di un futuro prossimo differente da quello che entrambi stanno aspettando.
Ma il tempo corre, inarrestabile, e una volta rientrati a casa arriva il giorno della festa, il momento in cui Jan ha deciso di andarsene perché la vita gli è divenuta impossibile. I figli lo aiutano a sparecchiare, a raccogliere gli avanzi e le carte dei regali rimaste per terra, e ciascuno aspetterà a modo suo, con la forze e l’amore di cui è capace, per tenerlo ancora con sé.








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