adesso, caro lettore, hai due resoconti tra dover scegliere, e non ci sono dubbi quale sia il più plausibile” Victoria Mc Candless (ossia Bella Baxter), 1914.

La vera storia di Victoria Mc.Candless (ossia Bella Baxter) e il finale mancato di Povere Creature di Lanthimos

Alla fine del libro di Alasdair Gray, “Povere Creature” (titolo del libro in Italiano – ed. Safarà) vi è un manoscritto che si intitola “Una lettera di Victoria Mc.Candless al suo più vecchio discendente ancora in vita nel 1974 per correggere quelli che Lei sostiene siano errori in EPISODI DELLA GIOVENTU’ DI UN FUNZIONARIO SCOZZESE DI SALUTE PUBBLICA opera del suo defunto marito Archibald McCandless (n. 1857 – m-1911).

Quindi un romanzo ed un manoscritto all’interno del libro di Gray.

EPISODI DELLA GIOVENTU’ …..” è infatti il romanzo fantastico scritto da Archibald McCandless, di cui fu rilegata un’unica copia (poi distrutta) che narra le gesta di sua moglie Bella Baxter, oggetto del film di Lanthimos “Povere Creature”.

Ma perchè “correggere” errori del libro da parte della moglie di McCandless, cioè Bella, che, per essere precisi, negli ultimi anni della sua vita, al fine di iscriversi alla facoltà di medicina (dove si laureò a Galsgow nel 1890), aveva adottato il nome di Victoria?

Lo stile letterario di Victoria, in questa lunga lettera rivolta ai pronipoti, è freddo, scostante, nervoso. Di chi è arrabbiato per qualcosa che gli ha provocato disgusto. E la rabbia è data proprio dal contenuto del libro del marito che narrerebbe….di Lei. Si intuisce, pertanto, che c’è una discrasia tra il romanzo e la verità, cioè chi è veramente Victoria-Bella.

E il lettore scopre...che non c’è stato alcun tentativo di suicidio, nessun cervello di feto trapiantato (il solco sotto il cranio di Bella era l’effetto di una caduta causata da un pugno del padre), nessuna progressiva presa di coscienza della vita, nessuna fobia sessuale.

Victoria-Bella era una ragazza normale, figlia di un genitore divenuto ricco, che aveva sviluppato le proprie conoscenze, alcune anche amare, in un contesto sociale borghese (collegio, viaggi).

Era stata effettivamente attratta, quasi plagiata, dalla figura di Godwin Baxter, dal suo carisma, che l’aveva spinta la vita ad acquisire quello spirito crititico ed analitico che dovrebbe appartenere ad ognuno di noi. E Baxter era indubbiamente innamorato di Bella-Victoria, ma contemporanemanete, essendo malato di una grave forma di sifilide, aveva negato, pur soffrendone, ogni forma di approccio. Bella-Victoria ha avuto, e questo è vero, solo due mariti, il Generale Sir Blessingston e Archibald McCandless, e da quest’ultimo matrimonio nasceranno tre figli.

Ma perchè descrivere la storia moglie in un altro modo, sì fantasioso ma sicuramente deleterio nei suoi confronti. Nella sua rabbia, Victoria, offre una personale interpretazione al comportamento del marito che lascio alla curiosità dei lettori dell’incredibile romanzo di Gray.

A noi interessa altro.

Quanto incide sull’opera di Lanthimos l’omissione di chi era veramente Victoria Mc.Candless – Bella Baxter?

Si potrebbe obiettare facilmente che molti film prendono in considerazione, rispetto ai libri dai quali il soggetto è tratto, solo alcuni elementi, spesso i contenuti più congeniali per la “confezione” di un prodotto che miri ad un successo internazionale. Non sempre il film rispecchia il contenuto del libro. E questo, ve lo dico subito, lo rispecchia molto parzialmente, ed in senso negativo. .

Poco interessa che, come scriverà nella sua lettera la stessa Victoria (non Lanthimos, non i recensori del film), il romanzo del marito ha mescolato “…...episodi e frasi tratti da CONFESSIONI DI UN PECCATORE ELETTO di Hogg con in più diavolerie provenienti dai lavori di Mary Shelley ed Edgar Allan Poe. Da quale morbosa fantasia vittoriana NON ha rubacchiato? Trovo tracce di La razza futura, Dr jekyll e Mr Hyde, Dracula, Trilby, La donna eterna di Rider Haggard, il taccuino di Sherlock Holmes e, ahimè, Alice attraverso lo specchio, un libro più cupo del luminoso Alice nel paese delle meraviglie. Ha persino plagiato le opere di due carissimi amici: Pigmalione di G.B. Shaw e i romaanzi scientifici di Herbert George Wells…..” .

Quindi un libro (e il relativo film) frutto del collage di altri romanzi del 1800.

E’ invece essenziale realizzare che incentrando l’intera opera sulla figura di Bella, corpo maturo dotato di un cervello infantile, Lanthimos-Gray ha voluto dimostrare quello a cui tendeva Archibald McCandless con il suo libro.

Cioè che l’assenza di un processo di soggettivazione di un individuo al’linterno del naturali contesti convenzionali (famiglia, classe sociale, scuola), assicura quello spontaneismo, naturalezza, ingenuità che, in ogni caso, attraverso una serie di esperienze personali, nel nostro caso soprattutto sessuali, comunque produce una maturazione, una presa di coscienza propria all’interno della società in cui vive.

Usando un riferimento lacaniano, non sempre il linguaggio uccide la Cosa.

Ma a questo punto ci chiediamo. Ma è proprio necessario l’utilizzo di questo percorso, cioè la presentazione di una donna completamente indipendente da ogni forma convenzionale, per pervenire alla consapevolezza delle proprie capacità?

La risposta è negativa: e ce lo dice la storia della vera Victoria- Bella Baxter. E della stragrande maggioranza di donne.

Victoria, come si evince dall’emozionante manoscritto, è stata una donna che è riuscita a diventare, cone le proprie forze ed un imponente caattere, un medico, anzi, una dei primi medici donna in Inghilterra. Ha Insegnato negli ospedali, si è sempre adoperata per garantire a tutti un sistema sanitario equo. Politicamente ha sperato nell’avvento del socialismo, ed ha fatto parte del movimento delle suffragette. Ha avuto una vita difficile. Ma l’ha superata perchè era conscia dei risultati che voleva ottenere e che ha ottenuto: essere una donna libera e realizzata. Ma, ecco la differenza con Bella, senza passare nei bordelli di Parigi.

E’ questa la genialità del bellissimo libro di Gray. Bella è una artificiosa costruzione umana che nel suo percorso arriva allo stesso risultato al quale sarebbe pervenuta una persona “normale”, che è poi la stessa donna: Victoria. Che ovviamente rinnega la ricostruzione arbitraria del marito su di Lei.

Risultato? La libertà passa attraverso l’adeguata modulazione di un sistema conscio, anche nell’incontro con la materia inconscia, e non penetrando forzatamente nei meandri dell’ Es liberandoli da ogni resistenza.

Lo sappiamo che la strada è ancora lunga per la piena parità dei generi: ma sicuramente la strada, già tracciata, è quello di Victoria, non di Bella Baxter.

Concludendo, a Lanthimos è mancato il coraggio di seguire semplicemente il percorso stabilito dall’autore del libro incentrato proprio nel demolire, con la lettera ai pronipoti di Victoria, alla fine del libro, la figura fantastica di Bella, reintegrando nella verità quella reale di Victoria (anche nella finzione del libro). E perdendo l’occasione di offrire un messaggio importante, non necessariamente abdicando alle pretese dell’industria cinematografica di presentare un prodotto costruito appositamente per un successo stratosferico.

Un vero valore aggiunto al film che Gray ti presentava su un piatto d’argento..

Perchè non lo ha fatto? Perchè avrebbe “sporcato” la figura di Bella, pietra angolare della sua opera. E perchè, ma unicamente sul piano scenografico ed interpretativo, non sicuramente sul piano creativo (artificiose scenette comiche) nè tanto meno dialogico (il film trabocca, soprattutto nella seconda parte, di volgarità verballi inesistenti nel libro) “Povere Creature” è un film piacevole per una serata. Non oltre.