Quell’oscuro oggetto del desiderio (titolo originale Cet obscur objet du désir, Francia, Spagna, 1977). Regia: Luis Buñuel. Interpreti principali: Fernando Rey, Carole Bouquet, Ángela Molina, Piéral, Julien Bertheau, André Weber, María Asquerino, Milena Vukotic

L’ultimo film di Buñuel attraverso il tema del doppio illustra la crisi della borghesia, che insieme alla Chiesa e al sesso hanno costituito l’architrave della sua filmografia. Doppia è Conchita, la protagonista femminile, interpretata da due diverse attrici. Doppia l’ambientazione, tra Francia e Spagna. Doppio lo status sociale, alta borghesia e proletariato. Doppio l’approccio di Conchita, che ora sembra innamorata e ora respinge senza motivo il suo spasimante.
Solo un elemento rimane invariato nella trama del film: una serie di attacchi terroristici che mirano a destabilizzare l’ordine borghese attraverso alcuni attentati.

Alla stazione di Siviglia Mathieu Favère, un uomo elegante piuttosto âgée, affronta una ragazza che gli si para davanti, ribaltandole in testa un secchio d’acqua. Poi, di fronte allo sguardo incuriosito dei suoi compagni di scompartimento (un giudice, una donna con la figlia e uno psicologo nano), inizia a raccontare la propria storia in un lungo flashback.

Apprendiamo così che Mathieu, ricco vedovo che vive in un grande appartamento a Parigi, ha incontrato per caso la giovanissima Conchita e se ne è innamorato. Inizia così una storia d’amore tra i due, mai consumata per la ritrosia di Conchita, che vuole mantenersi pura, e fa entrare l’uomo dentro un vortice di speranze e frustrazioni che lui accetta pur di continuare a coltivare il proprio desiderio.

Carico di simbolismi prossimi all’astrazione, come un sacco di juta che il protagonista si trascina in alcune scene, e il continuo alternarsi, nel personaggio di Conchita, di due attrici differenti tra loro sia fisicamente che come carattere, ma sempre ferme nell’alternare accoglienza e respingimento verso questo uomo innamorato che non riesce a darsi pace. Tutte le armi che i canoni della borghesia mettono a disposizione di Mathieu sono spuntate di fronte a una donna che continua a suscitare il desiderio dell’uomo e continua a frustrarlo senza apparente motivo.

Così come fa con le due attrici, Buñuel alterna nel dispiegarsi della vicenda piano reale e piano onirico: l’uno allestito su dialoghi con un amico in interni riccamente decorati, l’altro con l’irrompere improvviso di esplosioni, sparatorie e amplessi di Conchita con altri uomini. Il racconto sul treno procede, come spesso nel corso della vita può accadere quando si viaggia con sconosciuti, che qui rappresentano la Famiglia, la Giustizia, e l’Inconscio.
Non è dato sapere cosa continui a motivare il rifiuto di Conchita, né tantomeno il suo voler ricostruire la relazione ogni volta che, dopo essere fuggita lontano, Mathieu la incontra nuovamente. Come se l’uno non potesse fare a meno dell’altra e viceversa, come se l’appartenersi profondamente non potesse rimanere che una possibilità inespressa, raccontata a un livello cui la vita ordinaria non consente accesso.

Scritto da Buñuel insieme al suo storico sceneggiatore Jean-Claude Carrière, il film è molto liberamente ispirato al romanzo La donna e il burattino di Pierre Louÿs. Libertà narrativa che potremmo provare a decrittare attraverso simbologie e riferimenti, ma anche ridurre a pura casualità, come la scelta di due attrici per un unico personaggio dopo che la prima scelta del regista, Maria Schneider, aveva abbandonato il set appena iniziate le riprese.
Semplicemente, forse, Buñuel si è lasciato andare al caso, ribaltando nel titolo una frase riportata nel libro (quel pallido oggetto del desiderio), disseminando la vicenda di elementi dissonanti e mantenendo inalterata la critica feroce alla borghesia, al contempo ago della bilancia e male del mondo. Quando alla fine del viaggio Conchita restituisce a Mathieu il gesto ricevuto alla partenza, i due si incamminano per Parigi, e tutto sembra procedere verso una nuova normalità, in cui la frustrazione del desiderio e il rifiuto della passione sembrano finalmente lasciare spazio a una nuova possibilità.