La narrazione onirica che si confonde con la realtà per tirare le somme di una intera vita e delle proprie scelte

Riftikn’s Festival di Woody Allen è un film straordinario proprio per questo è difficile scriverne. Si entra in sala pensando di vedere una storia lineare, una commedia dai toni dolce e amari e invece si assiste ad un susseguirsi di sogni/matriosca, all’interno di un racconto/ricordo che il protagonista compie a ritroso nella sala del suo psicoterapeuta.

Immagine dal film Rifkin’s Festival

I sogni del protagonista, intuizioni che gli risultano dapprima confuse per poi dar vita a nuove consapevolezze, nascono infatti dalle immagini visionarie dei registi e dei film che hanno fatto la storia del cinema, e che sono parte dei ricordi di un momento di esperienze felici dell’attore stesso.

Woody Allen come un illusionista compie un vero colpo di genio, poiché prende a prestito le storie di altri grandi registi come lui per descrivere una realtà onirica intima e personale di un uomo che messo di fronte alla propria fragilità emotiva inizierà a prendere coscienza di sé attraverso i suoi sogni. Si gioca con la visione onirica per tirare le somme sulla realtà. E la realtà per tutti è sempre complessa.

I quattro protagonisti, alcuni non più giovanissimi, dovranno interrogarsi e scegliere o riconfermare la propria esistenza. L’amore, la relazione, il tradimento, la passione. Sentimenti che vanno ricontrattati ogni volta e in ogni occasione che la vita ci pone davanti. Ma anche la paura della morte, il tempo che fugge inutilmente perseverando sul proprio essere ostinati e l’inquietudine della solitudine. Ognuno porterà dentro la propria verità.

Il film ha il dono di condurci, con intelligente ironia, in tante dimensioni diverse contemporaneamente. Usciti dalla sala, proprio come quando ci si risveglia da un sogno, si ha la sensazione di rimanere solo con vaghe intuizioni che possano in breve tempo sfuggire via alla coscienza, ricordi di dialoghi sussurrati, gridati o pronunciati con una tale superficialità che solo la realtà ci concede. Si sente l’urgenza di rivederlo immediatamente questo film e di prendere appunti per essere pronti a riusarli nel momento opportuno.