Le emozioni e le incertezze di un primo appuntamento si scontrano in un divertente gioco di equilibri. Piero (Edoardo Leo), insegnante di storia e filosofia, cammina per le strade di Roma con un mazzo di margherite in mano. Ha una figlia e sta ancora cercando un equilibrio nella sua gestione insieme alla ex moglie. Nel frattempo, Lara (Pilar Fogliati), che vive da sola e restaura mobili, è alle prese con l’illuminazione perfetta per la sua stanza, per rendere speciale la serata che ha organizzato. Ha sempre avuto difficoltà nei legami e non ha mai incontrato un uomo che l’aspettasse davvero. Entrambi ex di qualcuno, entrambi con il desiderio di ricominciare con qualcun altro. La loro storia inizia con un vero primo appuntamento: Lara decide di fare un passo coraggioso invitando Piero a cena a casa sua.

All’esterno, due persone si incontrano, parlano, si osservano. Dentro, invece, il confronto è più acceso. Nella mente di Piero, le sue sub-personalità si muovono in uno spazio angusto e polveroso, illuminato da luci fioche, come un vecchio studio soffocante, pieno di schedari, mobili e sedute ingombranti. Qui il Professore (Marco Giallini), razionale e severo, pesa ogni parola, mentre Valium (Rocco Papaleo), eccentrico e svagato, si lascia trasportare dagli eventi senza troppa lucidità. Eros (Claudio Santamaria), con il corpo sempre in tensione, osserva tutto con impazienza, pronto a far valere l’istinto sul pensiero. Romeo (Maurizio Lastrico), invece, cerca di mediare, di mettere armonia tra queste voci contrastanti, con la dolcezza di chi vorrebbe che tutto andasse per il meglio.

Nella mente di Lara, invece, il conflitto si svolge in un ambiente completamente diverso. Qui le sub-personalità coesistono in uno spazio con tanti oggetti variegati e colorati, una luce più morbida e accogliente. Alfa (Claudia Pandolfi), con il suo piglio deciso, tiene sotto controllo la situazione, mentre Scheggia (Maria Chiara Giannetta), fragile e imprevedibile, si lascia travolgere dall’insicurezza e dall’ansia di sbagliare. Trilli (Emanuela Fanelli), sensuale e irriverente, è pronta a giocarsi il suo fascino, mentre Giulietta (Vittoria Puccini), sognante e delicata, si perde nell’idea di un amore che forse questa volta potrebbe essere quello giusto.

Lara e Piero parlano, si ascoltano, si studiano, ma dietro ogni frase c’è una battaglia tra queste voci contrastanti. Nessuno domina del tutto, nessuna parte ha il controllo assoluto. Si procede per tentativi, con scivoloni, esitazioni, intuizioni improvvise. Un momento si avanza sicuri, il momento dopo si torna a dubitare. Come nella vita.

Non esistono due universi separati, quello maschile e quello femminile. Dentro ognuno di noi si agitano spinte opposte, forze contraddittorie che ci definiscono e ci complicano in egual modo. La razionalità e l’istinto, il cinismo e il romanticismo, il coraggio e la paura convivono nello stesso spazio e lottano per il dominio delle situazioni.

“Non siamo unificati. Ne abbiamo spesso l’illusione perché non abbiamo vari corpi, varie membra, e perché una mano non picchia l’altra, ma nel nostro interno avviene metaforicamente proprio così; varie personalità si azzuffano tra di loro continuamente: impulsi, desideri, principi, aspirazioni, ideali sono in continuo tumulto” , disse Roberto Assagioli.

Non c’è una sola voce che prevale. Viviamo in un dialogo incessante tra impulsi contrastanti, in una negoziazione continua tra ciò che vorremmo e ciò che temiamo. Non siamo mai davvero una cosa sola, ma il risultato di equilibri fragili, di compromessi tra ragione e istinto, esitazione e desiderio.

E mentre Piero e Lara cercano di conoscersi, tra slanci e timori, la vera domanda non è più chi comanda?, ma se, per una volta, tutte le loro voci riusciranno a trovare un accordo e a lasciare che qualcosa di nuovo, bello e inaspettato accada.

Diretto da Paolo Genovese, FolleMente esplora con leggerezza e profondità le dinamiche interne che plasmano ogni relazione, offrendo uno spunto di riflessione sul turbinio di voci che abitano la nostra mente.