Le ragazze non piangono (Italia, 2022). Regia: Andrea Zuliani. Interpreti principali: Emma Benini, Anastasia Doaga, Matteo Martari, Max Mazzotta, Yuri Casagrande Conti, Irene Maiorino, Arianna Bergamaschi.

In un liceo di Potenza Ele sta per affrontare la maturità. Si è trasferita lì da Rimini, al seguito della madre che ha deciso di raggiungere il suo nuovo compagno dopo la morte del padre. Mia ha solo qualche anno in più, arriva dalla Romania e lavora come bidella nella sua scuola. Quando la madre decide di rottamare il camper con cui la figlia e il marito avevano girato mezza Europa, Ele si rifiuta di accettarlo e scappa di casa, alla guida del mezzo che vuole portare a Lele, il migliore amico del padre che abita in Trentino. Mia, a sua volta in fuga con un borsone pieno di cocaina da consegnare a un gruppo di trafficanti, sale sul camper di nascosto, senza dare spiegazioni se non che vuole lasciare la città.

Due anime in formazione che hanno alle spalle famiglie spezzate e nessun posto nel mondo che si possa definire casa, si ritrovano nel ventre accogliente di un vecchio camper Fiat privo di bollo e assicurazione che risale il Paese da sud a nord, seguendo percorsi secondari indicati da una vecchia mappa stradale. Pur lungo la medesima strada, ognuna insegue un sogno diverso: più che allontanarsi dalla madre, Ele desidera salvare dalla distruzione l’oggetto che rappresenta il suo amore per il padre che le ha insegnato a fotografare; Mia è reduce da una sparatoria in cui è morto il suo ragazzo, e desidera solamente mettere insieme il denaro per tornare in Romania e portare via la sorellina a un padre schiavo della bottiglia. L’Italia minore e sconosciuta che attraversano insieme è la cornice calda e accogliente di una lenta scoperta reciproca: ma una è troppo arrabbiata con la madre e troppo affondata nel proprio lutto non ancora elaborato per riuscire a comprendere il dolore dell’altra, e Mia è troppo intrisa di sogni andati in frantumi per accogliere fino in fondo il dolore di Ele, lo strappo definitivo che la morte di un padre rappresenta. Ed entrambe sono orfane, ciascuna a modo suo, di un’adolescenza che non sono riuscite a vivere come le altre ragazze della loro età.

Nello spazio che ciascuna occupa per conto suo si insinua lentamente una complicità fatta di sguardi e sorellanza e lo spazio si gonfia di vento e musica, accantonando il peso che ciascuna porta con sé per avvicinarsi senza timore all’altra fino a scoprire un desiderio che nessuna delle due sapeva di avere. Al termine di un viaggio fatto di scontri e riconciliazioni, abbracci e abbandoni, Ele si domanda quando arriva il momento in cui capisci cosa sei. Non c’è risposta: ma qualsiasi cosa si possa essere a quell’età è difficile che duri per sempre.

Film d’esordio di Andrea Zuliani, che sopra un soggetto già visitato molte volte costruisce un viaggio di scoperta denso di suggestioni e al termine del quale nessuna sarà più la stessa di quando era partita. Le figure maschili sono scialbe oppure violente e opportuniste, occupate a inseguire la conquista di qualcosa, un corpo o il denaro, che potrà dare loro la risposta che li appaga. Le donne al contrario si nutrono di scambi privi di difesa, e pur avendo un loro obiettivo non intendono annullarsi per ottenerlo. Ed è forse questo a fare di loro il genere che ha imparato a sopravviver emeglio, accompagnando la vita lungo i sentieri che regala ogni giorno, per i quali non esiste una bussola in grado di indicare la strada giusta.

P. S. Considerato che durante il viaggio le due protagoniste esprimono le proprie emozioni soprattutto attraverso le lacrime, è possibile che l’idea del titolo nasca come una provocazione controintuitiva: per ricordarci, una volta in più, che le donne sanno abitare qualsiasi situazione o stato d’animo senza esserne sopraffatte.